Feed on
Articoli
Commenti

Si lo so…

…quando si parla di musica italiana quelli che hanno gli orecchi buoni storcono il naso e la bocca, mentre i più si accontenterebbero di crocefiggermi ad un lampione.

Ma che ci volete fare… è una settimana che me la sento in loop!

Oggi un amico mi ha chiesto: “Ma è vero che tu hai un blog?”

E io, all’improvviso, mi sono ricordata di lui, di 4 Privet Drive e dal fatto che non ci avessi messo più piede da tempo immemore. Eppure lui è ormai da molto il volto di mille avventure, da quando sguazzava sulla piattaforma kataweb già qualche annetto fa.

Il blog ha raccattato le pene d’amore, i libri letti e quelli da leggere, ha visto passare nomi e date, feste, rabbia e delusioni, soprattutto politiche (!). Le vacanze, le foto, le amiche.

La cronaca nera, il gossip.

I film visti al cinema, le ricette di bellezza, tutte quelle sciocchezze che solo il gran calderone del web può accogliere. Ci sono stati gli amici, quelli aggiunti nella barra a lato. Il mio preferito (anche se non dovrei dirlo) unodicinque, che sento più vero e sincero del mio vicino di casa e che mi fece sussultare sulla sedia quando scrisse che voleva chiudere i battenti!

In questo periodo ho poca voglia di scrivere e la cosa mi fa male. Perchè mi è sempre piaciuto, e perchè lascia qualcosa di te. La cosa triste è che forse non ho più molto da dire.

Brum-brum

Decisa a prendere un mezzo a due ruote, in questo periodo ho girato e rigirato prima di scegliere. Credevo che il più fosse fatto.

Non avevo tenuto conto di tutte le menate affini: l’assicurazione, i bollettini, la visita medica, foto, marche da bollo. Che detto così sembra poca roba, ma…

L’ASSICURAZIONE. E’ l’incognita economica. Vai a fare i preventivi, inserisci sempre gli stessi dati e ABRACADABRA, si spazia dai 250 € annuali ai 1200€ SEMESTRALI a parità di condizioni, massimale incluso. Io mi vorrei buttare sulla soluzione da braccino corto, ma cavolo, mi fanno venire i dubbi! E poi che faccio, raddoppio con furto e incendio? mmm…

LA VISITA MEDICA. Dovrebbe essere una sorta di autocertificazione con semplice controllo di vista e udito, roba da dieci minuti. Vo alla Asl in via X, dove c’è scritto su internet fanno le visite. Provo prima a chiamarli ma niente, sicchè vo diretta.

“Buongiorno… vorrei fare la visita medica per la pat…”

“E’ nel posto sbagliato! Si rechi in via Y”

Attraverso la città, giungo in via Y, una pioggia epica in corso.

“Buongiorno… vorrei fare la visita medica per la pat…”

“Qui le possiamo solo fissare la visita, ma prima deve riempire i bollettini ed i moduli”

“Bene, me li dia!”

“No, qui prendiamo solo gli appuntamenti, la modulistica la trova in via X”

“Intanto fissiamo l’appuntamento, poi vado a prendere la modulistica”

“No qui fissiamo la data solo bollettino alla mano”

Incazzata come una scimmia vo all’ACI, spendo il doppio, ma faccio tutto e subito.

LA VISITA (atto II). “Signorina com’è vestita…”

“Si, mi scusi, sono in permesso da lavoro”

“Ahhh capisco ora gli scarponcelli… ma che lavoro fa?… ma dove?… no… davvero??? Lo sa che c’è un mio amico… Quindi lei è capace di… E che scooter compra?… Ma si figuri, anche mio fratello… poverino si sta separando…la vita è dura… il governo… il tempo… le nuvole…”

“Guardi io dovrei rientrare a lavoro”

“Bene può andare”

La visita è un colloquio? E se fossi stata cecata? Oppure sorda perchè gli rispondevo leggendogli le labbra? Niente!

LE FOTOTESSERE. Alla macchinetta fai tre scatti, devi scegliere il migliore, e il compito è arduo. Scarti il primo dove sembri pettinata con le fruste, scarti il secondo a occhi chiusi, scegli la terza posa, quella con la bocca un po’ così e l’aria seriosa. Lo sfondo bianco si intona bene col viso. Il mio amico la vede e sghignazza. In quella della patente ero come dire… un po’ più giovanile, man mano che passano gli anni sembro sempre di più mio padre con la parrucca.

IL DUBBIO. Che mi manca ancora? …… Tanto il bollo si smetterà di pagarlo, neh?!?

 

Solo per la mestizia di spirito che mi affligge in questo periodo riporto la scena di sesso tra la Bellucci e Clive Owen nel recente film Shoot’em up [che mi guardo bene dall'andare a vedere]

La resa italiana dell’ultima battuta raschia il fondo del barile.

Per di più lei è strapagata, Almeno si potrebbe levare il lenzuolo di bocca quando parla.

 

Pdl

Siamo un paese di merda, e quindi ce lo meritiamo

Articoli precedenti »