Decisa a prendere un mezzo a due ruote, in questo periodo ho girato e rigirato prima di scegliere. Credevo che il più fosse fatto.
Non avevo tenuto conto di tutte le menate affini: l’assicurazione, i bollettini, la visita medica, foto, marche da bollo. Che detto così sembra poca roba, ma…
L’ASSICURAZIONE. E’ l’incognita economica. Vai a fare i preventivi, inserisci sempre gli stessi dati e ABRACADABRA, si spazia dai 250 € annuali ai 1200€ SEMESTRALI a parità di condizioni, massimale incluso. Io mi vorrei buttare sulla soluzione da braccino corto, ma cavolo, mi fanno venire i dubbi! E poi che faccio, raddoppio con furto e incendio? mmm…
LA VISITA MEDICA. Dovrebbe essere una sorta di autocertificazione con semplice controllo di vista e udito, roba da dieci minuti. Vo alla Asl in via X, dove c’è scritto su internet fanno le visite. Provo prima a chiamarli ma niente, sicchè vo diretta.
“Buongiorno… vorrei fare la visita medica per la pat…”
“E’ nel posto sbagliato! Si rechi in via Y”
Attraverso la città, giungo in via Y, una pioggia epica in corso.
“Buongiorno… vorrei fare la visita medica per la pat…”
“Qui le possiamo solo fissare la visita, ma prima deve riempire i bollettini ed i moduli”
“Bene, me li dia!”
“No, qui prendiamo solo gli appuntamenti, la modulistica la trova in via X”
“Intanto fissiamo l’appuntamento, poi vado a prendere la modulistica”
“No qui fissiamo la data solo bollettino alla mano”
Incazzata come una scimmia vo all’ACI, spendo il doppio, ma faccio tutto e subito.
LA VISITA (atto II). “Signorina com’è vestita…”
“Si, mi scusi, sono in permesso da lavoro”
“Ahhh capisco ora gli scarponcelli… ma che lavoro fa?… ma dove?… no… davvero??? Lo sa che c’è un mio amico… Quindi lei è capace di… E che scooter compra?… Ma si figuri, anche mio fratello… poverino si sta separando…la vita è dura… il governo… il tempo… le nuvole…”
“Guardi io dovrei rientrare a lavoro”
“Bene può andare”
La visita è un colloquio? E se fossi stata cecata? Oppure sorda perchè gli rispondevo leggendogli le labbra? Niente!
LE FOTOTESSERE. Alla macchinetta fai tre scatti, devi scegliere il migliore, e il compito è arduo. Scarti il primo dove sembri pettinata con le fruste, scarti il secondo a occhi chiusi, scegli la terza posa, quella con la bocca un po’ così e l’aria seriosa. Lo sfondo bianco si intona bene col viso. Il mio amico la vede e sghignazza. In quella della patente ero come dire… un po’ più giovanile, man mano che passano gli anni sembro sempre di più mio padre con la parrucca.
IL DUBBIO. Che mi manca ancora? …… Tanto il bollo si smetterà di pagarlo, neh?!?