Capita di iniziare un romanzo e pensare che sarà il miglior libro mai letto. In assoluto. Perchè ti piace tutto: il ritmo, il lessico, i personaggi.
Smetti di sottolineare le frasi che ti colpiscono, perchè sarebbero troppe. E poi ci sono quegli intrecci, quelle storie appena abbozzate, che chi sa che cosa ti regaleranno.
Ci sono il signor Rail e Jun – Oh le labbra di Jun! – , con il loro amore incomprensibile, fatto di partenze improvvise e regali inesistenti, che credi nessuno potrà mai dividere.
C’è Pekisch che cerca nuovi suoni e non ne trova uno suo, neanche in un tubo lungo 565,8 metri.
C’è Pehnt con un taccuino viola, che una giacca troppo grande divenuta piccola ed una polizza di assicurazione si porteranno via.
C’è Elizabeth, locomotiva senza binari; Mormy, che si inamorerà della persona sbagliata e Anderson della vetreria Rail. C’è la banda, di quaranta note umane con quaranta destini diversi, tutti già scolpiti, e la vedova Abbeg, vedova senza mai esser stata sposata. Hector Horeau e la sua fantasia di vetro, simbolo di una fragilità a lungo covata.
Ci sono uomini e donne e bambini, vecchi malati e giovani che non sbocciano, destini che si intrecciano sfuggenti e vaghi, così, soltanto di striscio.
La verità è che “castelli di rabbia” lascia l’amaro in bocca perchè apre ma non chiude, non ha morali, talvolta neanche spiegazioni. Sembra ti voglia solo comunicare che il tempo passa, ma per questo bastava andare al cinema a vedere l’ultimo film di Bruce Willis. Sembra un esercizio di stile.
Formato tascabile BUR, prezzo di copertina 8,20€.
Voto: 5
Frasi da ricordare:
- “Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perchè è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più.”
- “Hanno sempre un nome le cose che fanno paura”
- “Dev’essere così, questa cosa dei figli, pensò Horeau: nascono con dentro quello che, nei padri, la vita ha lasciato a metà”





Passo troppo tempo al di la delle Alpi ed al di là dell’Atlantico, e a Baricco non ci sono arrivato ancora.
Adesso sto tornando in Italia, ed ho deciso di dedicarmi a Luciano Bianciardi.
Da Baricco agli Horcrux,
perché in fondo senza la lettura …
… che piacere c’ é?
Belle le “Frasi da ricordare”.
La prima mi ricorda Niffoi, la seconda é una veritá antica.
La terza … mio padre!
Io sul comodino ho:
1. Psicopatologia della vita quotidiana . S.F.
2. H. P. and the Deathly Hallows (ma guarda caso…)
Vielen Dank für deinen Besuch auf meinem Blog.
Mit Freundliche Grüße
Ted.
Sai Jimbao,
non sono capace di cogliere la demagogia del libro del Freud peró trovo divertenti ed interessanti le associazioni legate alla teoria delle dimenticanze!
Per Harry Potter ho letto tutte le versioni italiane e volevo leggere anche questo cosí, ma visto che la versione italiana tarda ad uscire …
… mi sorprendo a riuscire ad immergermi nella lettura come se fosse la versione italiana.. beh certo qualche sfumatura forse la perdo, ma in fondo anche la traduzione italiana perde sicuramente delle sfumature rispetto all’originale!
L’ uscita a dicembre di quest’ ultimo capitolo anche nella versione italiana, sará un’ ottima scusa per rileggerlo!
TI auguro una buona serata!
Ted.
Cara Jimbao,
non mi sei affatto sembrata spocchiosa. Mi piacciono i tuoi commenti!
Si H.P. esce a dicembre nella versione italiana.
Saró proprio a casa di mio fratello sotto natale, non mancheró di procurarmi una copia.
Per ora la versione inglese, é lunga in alcune parti (mi ricorda lo stile di stephen king nelle prime pagine di molti suoi racconti) e poi ha degli accenni di scene in corsa e mozzafiato.
Insomma nella forma sembra proprio il romanzo conclusivo.
Me gusta e lo sto divorando…
xxx
Ted
Prendo nota! Grazie della dritta!