Italiano
Dicembre 7, 2007 di jimbao
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Alle elementari avevo una maestra molto severa. Lignea nell’aspetto e con gli occhi glaciali - Maria. Ricordo ancora che una volta vide F. scrivere il suo nome con il lapis sul banco. Non esitò e punì tutta la classe trasformandoci in un esercito di piccoli bidelli: dovevamo ripulire la stanza armati di granata (che per i non toscani è la scopa), cencio, alcol, spolverino. Perchè F. non aveva rispettato la proprietà, perchè quelli come F. se oggi scrivono su un banco domani scrivono su un muro. Ci punì tutti perchè almeno così F. ci avrebbe pensato su 1000 volte prima di rifarlo. Era molto severa anche per la grammatica. Interrogava in piedi davanti alla cattedra, rivolti per 3/4 verso i banchi. Se sbagliavi un congiuntivo stava zitta e dagli occhi sgranati degli altri capivi che forse era meglio se ritentavi.
Io l’ho amata come insegnante. Perchè ritengo che una buona dose di educazione, di rispetto e di istruzione passi anche per momenti come questo. Ma veniamo al dunque. Una cosa sono gli errori di distrazione, capitano a tutti. Altri sono mancanza di regole di italiano. Non tutti hanno avuto la fortuna di ricevere una buona istruzione, ma per chi come me ha potuto, faccio un piccolo memo:
Si scrive qual è e non qual’è
Io do una mano, senza accenti o strani apostrofi (vecchio il trucchetto di confondere i due..)
Egli dà una mano, stavolta con l’accento
Una persona o parla di sé o di se stessa. Non si può né parlare di se, né tantomeno di sé stessi.
Egli fa la spesa, via gli apostrofi.
Egli va a fare la spesa, idem come sopra.
Si scrive né questo né quello.
Il fiume Po e un po’ d’acqua.
E infine su qui e su qua l’accento non ci va. Su lì e su là l’accento ci va.
Un po’ saccente? Si, è vero, gli errori si fanno tutti, ma a volte leggendo certi post mi prende l’orticaria…


