Oggi andavo dal parrucchiere per il parrucco natalizio. Al semaforo un ragazzotto sulla ventina, credo rom. Non il classico bimbetto dagli occhi dolci. Un tipetto strafottente che con un sorriso servile mi ha chiesto qualcosa.
Detesto le persone che mendicano ai semafori o per la strada. Ma non le detesto come persone, quanto come ingranaggi di un sistema che non mi piace affatto. Sapendo tutti come gira il mondo non è mistero per nessuno che se dai un euro ad un bambino quell’euro non rimarrà in tasca al bambino. Ci sono manipoli di farabutti che, organizzati in clan, si accaparrano quasi tutto quello che a volte crediamo essere un piccolo gesto di elemosina, di solidarietà. Niente di nuovo sul fronte occidentale.
E’ per questo che quando mi bussano al finestrino dico sempre un no secco, sicuro, che non ammette repliche, guardandoli negli occhi. Costa sacrificio e magari sbaglio, non pretendo certo di essere nel giusto, ma allora è meglio andare al bar e lasciar pagata una colazione o cose simili.
Ligia al mio credo ho mollato un secco no grazie e mi sono voltata per cambiare frequenza alla radio. Lui si è allontanato. La macchina dietro di me stesso sorriso, stesso no. La macchina dietro ancora idem con patatine.
Poi l’ho visto, riflesso nello specchietto retrovisore, in un momento in cui non regalava meschini sorrisi a nessuno, sovrappensiero, ignaro di essere osservato.
Era triste. Era incredibilmente triste. Poi è arrivata un’altra macchina e lui ha sfoderato nuovamente il suo CIIIIIS.
Credo che a questa gente non manchi cibo. Credo che a questa gente manchi un po’ di normalità. Vivere non è sopravvivere. E quando la sera mi addormento nel mio lettone caldo con cuscini di piume, magari dovrei ringraziare il cielo di stare da questa parte della luna. Ho ricordi stipati nei cassetti che mi aiutano nei momenti difficli, ho un paio di scarpe nuove per la “promozione” sul lavoro, posso offrire un aperitivo agli amici, una cena in casa. Ho sogni e progetti.
Ho l’amaro in bocca.





Bella tu!
Auguri anche a te!
Ognuno ha il suo percorso. E non è detto che quello che ci pare più difficile, o ingiusto sia davvero così. Credo ad una legge superiore.
Ma condivido la tua stessa sensibilità!
E come si potrebbe non averlo? Auguroni anche a te, signora Jimbao! Fabio
Certe volte proprio non riesco a non donare qualche monetina. Probabilmente sono troppo facile alla commozione…
Buon Natale carissima e grazie della visita!
(scusa il ritardo)
anche io non do mai nulla, non mi piac quel modo che hanno di chiedere, lamentoso e falso; poi sono quasi sempre apparentemente ben pasciuti, non danno l’impressione di persone sofferenti e poi, come dici tu, ho idea che qualcuno che magari in quel preciso momento è al caldo a bere, sfrutti quella situazione. Credo anche un’altra cosa però, e cioè ceh forse non vogliano vivere diversamente, non desidererebbero un lavoro con orari da rispettare, compiti da svolgere, superiori o colleghi con i quali collaborare. Insomma una volta mi facevano pena, ora di meno. Altro discorso, ovviamente, per i bambini.
anche io rispondo con un secco no e ti dico la verità mi costa sacrificio, soprattutto quando vedo bambini piccolissimi, di pochi anni.