Uscito a Venezia 2006, questo film è tratto dal libro “I figli degli uomini” di Phyllis Dorothy James. Nel cast troviamo Clive Owen, Julianne Moore, Michael Caine, ma anche la giovane Claire-Hope Ashitey; regia di Alfonso Cuaron. La storia: in una Londra devastata dalla violenza e dalle innumerevoli sette nazionalistiche, Theo diventa l’improbabile difensore del destino del mondo, del tomorrow. Dovrà salvare la vita alla prima bambina nata dopo 18 anni di infertilità globale. Salvarla da chi? Da chi vuole fare della bambina un baluardo di diritti per sette e minoranze, un’arma di ricatto e di leva sulle masse. Bambina che diventa miracolo agli occhi della gente, davanti alla quale anche il più truce soldato si ferma, si commuove, si rianima. Perchè in un futuro senza bambini c’è solo frustrazione e desolazione, nonchè la certezza dell’estinzione.
Raccontata così la storia fa abbastanza schifo. In realtà ne sono rimasta molto colpita. Anche perchè in un clima di generica violenza, rabbiosa e cieca, Theo non ha una pistola, non spara, non ammazza, gira in infradito e si fa male ai piedi, ha una missione che gli sembra caduta addosso per caso e per caso sembra portarla avanti, senza subire quel processo catartico in eroe alla Bruce Willis. Personaggi strambi arredano poi la storia, come l’amico hippie o il poliziotto fascista, rendendola meno cruda di quello che è.
Voto: 7++
Il trailer: http://filmup.leonardo.it/trailers/ifiglidegliuomini_it.shtml





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