Reduce da “I segreti del bosco vecchio” faccio un po’ di fatica a conciliare le due letture…
Se da una parte Buzzati ci parla della fanciullezza come l’età dell’innocenza, con Golding la tendenza si inverte per lasciare spazio ad una visione di bambini come uomini del domani, e quindi assolutamente non immuni al male.
Un gruppo di ragazzi, sopravvissuti ad una guerra planetaria, si ritrova naufrago su un’isola deserta. Devono darsi un’organizzazione, sfamarsi, procurarsi riparo, in poche parole devono sopravvivere.
Ma qualcosa non va come previsto, il gruppo si spacca, cominciano ad emergere comportamenti marcatamente asociali, i forti tendono a schiacciare i deboli. Una parabola discendente.
Dell’innocenza infantile non rimane niente se non un alone quasi mitico, il candore appare come la speranza del genere umano di potersi rinnovare, di poter creare qualcosa di buono un domani. Ma in realtà la bontà non esiste, esistono solo la cattiveria, l’egoismo, che tutto giustificano: la vita, la morte, la sopravvivenza.
Il libro scorre veloce, l’idea di base è forte, originale, di grande intuizione letteraria. In fondo mi ha però un po’ deluso perchè frena, perchè capito l’andazzo ti aspetteresti qualcosa in più, il gradino che ti consente non solo di intuire la natura umana ma anche di sentirtela sbattuta addosso, in tutta la sua irruenza. E’ carente in conclusione, ma comunque di apprezzabile lettura.
Edizione: Oscar Classici Mondadori
Prezzo: 8,40€
Librometro: 7






beh l’ho letto molto tempo fa quindi non lo ricordo benissimo ma mi piacque un sacco all’epoca.
buona serata
bello, mi e’ piaciuto moltissimo questo libro, l’ho letto per un esame all’universita’. Sto provando a farlo leggere al figlio di mio marito, ma non c’e’ verso…
Secondo me è un gran libro!
( e ora mi alieno gli intellettuali)
Anche il film non era male!