Seconda chance per questo scrittore che tutti amano e che a me non riesce proprio ad entusiasmare. Dopo “La lunga notte del dottor Galvan” avevo deciso di provare con questo, “Il paradiso degli orchi“, primo libro sulla saga di Benjamin Malaussène, professione capro espiatorio.
Non c’è che dire, Pennac scrive da Dio, è ironico e pungente. Ma se non hai una buona storia da raccontare allora te ne puoi stare a casa….
In compenso mi ha fatto riannusare Parigi, i suoi profumi e le sue puzze, con sprazzi di metropolitana – fermate conosciute e sospirate – e di cimiteri.
Frasi da ricordare:
- “Ogni volta è lo stesso choc. Tanto fuori è buio e sinistro, quanto l’interno sfavilla. Tanta luce che scende a cascata silenziosa dalle alture del Grande Magazzino, rimbalza sugli specchi, gli ottoni, i vetri, i finti cristalli, scorre nei corridoi, vi impolvera l’anima – tanta luce non rischiara: inventa un mondo.”
- “Ecco. Non bisogna mai esagerare il male che si può fare agli altri. Meglio lasciare a loro questo piacere“
- “E’ a questo punto che ho cominciato a non trovarlo + tanto chiaro. E ad avere fifa. Una strizza larvata che non mi ha più mollato un attimo. Con effetti secondari liquefattivi. ‘Vezarde’, direbbe Rabelais. Cagarella, insomma.”
Edizione: Universale Economica Feltrinelli
Prezzo: 7,50 €






in famiglia sono l’unico a non aver letto nulla di Pennac…..non so se vergognarmene o farne una sorta di altezzosa distinzione. Non so, forse l’ho preso sempre in momenti sbagliati, forse non è abbastanza crepuscolare e nostalgico per i miei gusti letterari; fatto sta che ogni volta che inizio un suo libro vado avanti si e no per una ventina di pagine poi rimane lì sul comodino per mesi, di volta in volta superato da altri libri.
Era ora che tornassi! Ma che diamine ti è successo?!?
ciao,scusa se mi permetto di commentare.
un bacio
Io ho letto Il Paradiso degli Orchi e anche tutti gli altri libri della saga di Malaussène,e Pennac mi piace,mi piace molto.
Al di là della sua innegabile abilità stilistica ho trovato un po’ azzardato il tuo commento sul “non avere una storia da raccontare”.
Sei liberissima di non apprezzare e criticare una storia,o un autore,ma personalmente credo che Pennac non abbia scritto questo libro perche’ privo di idee,altrimenti,almeno per quanto posso immaginare ritenendolo un autore e suppongo anche una persona abbastanza intelligente da sapere già quello che tu hai scritto,se ne sarebbe “rimasto a casa”.Forse lui voleva proprio scrivere questa,di storia,no?
E fidati,anche se tu non l’hai apprezzata c’è MOLTA gente che lo ha fatto lo fa e continua a farlo.
..non volevo essere antipatica..