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Archive for the ‘Cane’ Category

Ciao cucciolina mia

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Se il mondo fosse un angolo di cielo,

rimangerei la mela del peccato…

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Una perla d’Ambra

Non so che dire. Lei è una di noi ormai da tempo immemore, con il codino peloso e gli occhi buoni e dolci. Con la zua zampina piena di dolori e i suoi orecchioni da ciuchina.

Le vogliamo bene, anzi no, la amiamo. E ora rischia di lasciarci. Anzi no, dobbiamo decidere noi la sua sorte. Che sta male. E se deve stare un mese e vivere di sofferenze non se lo merita. Però con alcune cure migliora, e noi speriamo.

Si, lo so, è un cane. E tutto il mio cuore va a chi vive la stessa cosa con le persone care. Doloroso anche solo pensarci. Ma non è un cane, è il cane, anzi no: è il mio cane. Ed è con noi fin da quando dormiva nella verbena del giardino, tutta viola a primavera; poi si svegliava, mangiava un po’ di zampa al tavolino e riusciva a sgattaiolare via nei giardini dei vicini, tra le fioriere, a devastare gerani, tra le urla (sorridenti) di tutti. Era lunga 8 cm, una cockerina dolcissima, che nelle rincorse inciampava pestandosi gli orecchi! 

Dolce e fedele canina,

stringi i denti.

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Un nuovo amico

Serata calda ma piacevole, resa speciale dal profumo dei gelsomini e dal sapore della luna, chiara, grande e bella. Parto per la routinaria passeggiata col cane, stasera strattona in una direzione, verso le ville, ha voglia di prenderla lunga. E’ sabato sera e non sono uscita, ho tempo da perdere, ma si, facciamoci trascinare dove vuole. Annusa tutto, ogni ciuffo d’erba o palo della luce, i cancelli di quelle case fantastiche e zampetta sui marciapiedi con l’entusiasmo di un cucciolo, nonostante sia una vecchietta dalle lunghe ciglia bianche.

Ma stasera qualcuno ci segue, non siamo sole; tiene una decina di metri di distanza, fa l’indifferente e crede di non essere stato visto. E’ bianco e nero ed ha un muso dolcissimo. Ci segue in silenzio, non un fruscio, e tutte le volte che mi giro a guardarlo abbassa lo sguardo..manca solo che si metta a fischiettare. Gli faccio un gesto e lui si avvicina, si fa fare una carezza; da quel momento è stato la nostra ombra: noi ci fermavamo e lui ci aspettava, noi attraversavamo la strada e lui trotterellava accanto, lui accelerava e lei lo rincorreva. Non hanno avuto bisogno di annusarsi tanto, si sono piaciuti a pelle ed è stato un piacevole compagno di passeggiata.

Davanti al nostro cancello di casa ci ha guardate e poi è trotterellato via, ma spero tanto che domani sera sia nei paraggi ad aspettarci.

Lilly_vagabondo

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Nel libro di Mark Haddon il protagonista Christofer è un quindicenne affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo. Mi è tornato in mente stamani, mentre andavo al lavoro. Quando Christofer va a scuola e vede 4 auto rosse in fila allora sarà Bella Giornata, se vede 3 auto rosse di fila sarà una Giornata Così Così e 5 auto rosse una Giornata Straordinaria. Invece 4 auto gialle sono una Giornata Nera.

Io invece guardo le targhe. Ora sono due lettere, tre numeri, due lettere. Cerco quelle con tre numeri uguali, 222, 333… mi sembra di vederne ovunque, contro ogni legge statistica e contro le proteste della gente che dice che potrei cercare tutte quelle che finiscono in 28: 328, 428… e sarebbe la stessa cosa. Mi fanno sorridere. Come quello che trova il quadrifoglio o l’altro che butta la monetina nella fontana.

E poi diciamocelo, ognuno ha le sue piccole manie. Chi guardando "Qualcosa è cambiato" con Jack Nicholson non si è rivisto in almeno una delle sue piccole mille manie. Le 5 mandate alla porta, le saponette buttate via o ancora meglio il camminare in strada evitando di toccare i bordi delle mattonelle. Quante volte nei pavimenti a listarelle in cotto a lisca di pesce siete andati a giro con i piedi a papera?

Locandina Qualcosa è cambiato

C’è chi torna 10 volte in piena notte a vedere se ha chiuso il rubinetto dell’acqua o ha lasciato acceso il fornello del gas. C’è chi parcheggia l’auto e controlla almeno tre volte di aver chiuso tutti i finestrini (anche se non li ha mai aperti), mette marcia e freno a mano, toglie la radio. Si allontana e torna indietro, magari non tutte le portiere son state chiuse!Per essere sicuro di avere chiuso apre la macchina e la richiude, fa la prova di apertura al bagagliaio… …ma la radio l’avrò tolta?

E allora non è forse poi così lontano questo Christofer che odia il giallo e il marrone, ama il rosso e detesta di essere toccato. Libro a mio parere senza grandi pretese, ma carino!

P.S. Stamani davanti all’ufficio c’era parcheggiata una decappottabile tedesca, targata 2222: 4 Due, quindi mi sono illusa per tutto il giorno che non fosse una giornata di merda.

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Se il tuo cane ha deciso di fare la cacca allora la farà.

Non importa quanto lo stai tirando per non fargliela mollare proprio lì, “mi strozzo ma non si sposto”.

E non importa se aveva già bazzicato l’albero prima. Non c’è cosa più divina che la casa della vicina!

E non importa se c’è una pattuglia di vigili che ti sta guardando. Okay non avrai fatto niente, ma alla vista della divisa a uno gli vengono i dubbi!

E non importa se è tardi, c’è sempre tempo.

E non importa se tieni in bella vista il sacchettino, sventolandolo come una baniderina (numeroooo dueeeeeeee!), per far vedere che poi te la metti in saccoccia, tanto la padrona della casa di fronte ti sta guardando e il suo unico pensiero è ora bruciarti sul rogo insieme a quell’ammasso di peli.

E non importa se è già un’ora che passeggi, la durata è direttamente proporzionale alla fretta che hai.

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INCIPIT. Ieri mattina ho portato il cane a fare una passeggiata nella mia via. Ad un albero ha fatto la pipì, ad un altro ha fatto la pupù e io premurosa e solerte ho utilizzato il sacchettino che tenevo in borsa per recupare la merce. Rientro in casa, soddisfatta; il cane PURE.

Ecco che dopo mezz’ora suona il campanello. E’ una vicina di casa.

Quello che il prototipo di stronza non sopporta è che il mio cane abbia fatto pipì al SUO ALBERO, o meglio, all’albero che sta davanti casa sua. Premetto la strada e il marciapiede sono PUBBLICI, il mio cane è femmina sicchè per fare pipì si accosta a terra e non la fa a SPRUZZO alzando una gamba, la pupù viene sempre e rigorosamente raccolta.

                                 

Mi ha detto di portarla altrove. Si… e mentre ce la porto le metto anche un TAPPO avesse a scapparle anzitempo e smollarla per la via. Mi ha detto che è brutto che il cane faccia pipì vicino a dove lei parcheggia la macchina perchè rischia di bagnarsi i pantaloni (STAI ATTENTA CHE AFFOGHI!). Piccola parentesi oggi pioveva se proprio non voleva bagnarsi i pantaloni poteva starsene in casa. Alla fine mi ha detto di fare attenzione, di non rifarlo mai più. Ma mi stai minacciando?

Sono stata cordiale, ho detto che purtroppo quella è una cosa ingestibile e soprattutto IRRACCATTABILE. Mia madre non vuole che faccia polemiche con gli stupidi. E così ho dato retta.

Ma mentre mi rimettevo a disegnare sento uno strano rumore e mi affaccio. Per evitare che altri cani le facessero rischiare di annegare in un filo di pipì ha cosparso tutto il perimetro degli alberi con dello ZOLFO, in pratica un irritante per i cani. Domattina, insieme al cane vado a farcela anche io.

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Can che PARLA non MORDE

Piccola premessa: siamo una famiglia di viziati, io, mio fratello Aaaa0013_1e mio padre. Mia madre ci ha sempre serviti e riveriti. Io e mio fratello la troviamo sempre disponibile per tutto. Basta chiamarla e lei arriva, dolce e pronta come è sempre stata. Anche il mio babbo la chiama mamma nei suoi lamenti: “Mammaaaa! Mi fai il caffèèè?”, oppure “Mammmmaa! E’ finita la carta in bagnoooooo!”. In realtà lei sembra molto più giovane di lui, ma la sua cura nei nostri confronti la porta a essere chiamata mamma anche da lui. E ora veniamo al dunque.

Ho un cane. Anzi una canina, una cockerina di più di dieci anni, Ambra. E’ dolcissima e ora che la vecchiaia è ormai avanzata si porta dietro degli acciacchi e zoppica dalle zampine posteriori. L’inverno dorme in casa e la mia mamma le ha cucito una sorta di piumone su misura in cui lei si immerge come un bambino. Golosa di qualsiasi cosa regni in tavola e con fiatella permanente va matta di una sola cosa: GELATO. Raramente le viene concesso un po’ di gelato alla crema, magari per il suo compleanno, e lei va in un brodo di giuggiole. Settimana a scorsa eravamo tutti insieme a cena, e mia mamma tira fuori il gelato dal freezer. Il cane se ne accorge, saltella e annusa ovunque e poi, mentre noi ce lo stiamo servendo, rimane come estasiata a guardarci, bavetta alla bocca.

All’improvviso il silenzio delle nostre bocche piene viene interrotto. “Mmaaommmmaao” e una zampa che batte sulla gamba di mia mamma. Giuro che quel lamento chiamava mamma, ed era il cane. Non era proprio un suono ben articolato, sembrava più una ragazza americana che tenta di parlare l’italiano. Il suono si ripete, sempre più articolato. Noi allibiti. Mia mamma in preda a crisi di nervi l’abbiamo lasciata in cucina a litigare con un cane. E dalla mia camera sentivo mia mamma che, in pieno accento toscano, le urlava: “Eh noooo!!! E un sono la tu’ mamma! Basta eh! Pa-dro-na! Dillo con me: Pa-dro-na!”

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