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Archive for the ‘Pensavo’ Category

Borbottii

Il cielo è teso come una mozzarella di bufala. Il celeste acceso ha lasciato spazio a nubi grigie, che borbottano insolenti da stamattina. Il vento spazza il giardino, e scompiglia le rose che cadono a terra.

Le lucertoline, habitué del muretto di confine, si sono dileguate e le tartarughe si sono ritirate in un angolo riparato. Girandole di cartacce. Cassonetti che sbattono. E io sono già a casa.

Perchè non piovi?

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Oggi un amico mi ha chiesto: “Ma è vero che tu hai un blog?”

E io, all’improvviso, mi sono ricordata di lui, di 4 Privet Drive e dal fatto che non ci avessi messo più piede da tempo immemore. Eppure lui è ormai da molto il volto di mille avventure, da quando sguazzava sulla piattaforma kataweb già qualche annetto fa.

Il blog ha raccattato le pene d’amore, i libri letti e quelli da leggere, ha visto passare nomi e date, feste, rabbia e delusioni, soprattutto politiche (!). Le vacanze, le foto, le amiche.

La cronaca nera, il gossip.

I film visti al cinema, le ricette di bellezza, tutte quelle sciocchezze che solo il gran calderone del web può accogliere. Ci sono stati gli amici, quelli aggiunti nella barra a lato. Il mio preferito (anche se non dovrei dirlo) unodicinque, che sento più vero e sincero del mio vicino di casa e che mi fece sussultare sulla sedia quando scrisse che voleva chiudere i battenti!

In questo periodo ho poca voglia di scrivere e la cosa mi fa male. Perchè mi è sempre piaciuto, e perchè lascia qualcosa di te. La cosa triste è che forse non ho più molto da dire.

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Partenza: martedì prossimo, volo low cost

Durata del soggiorno: 6 giorni, 5 notti

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Staremo in un alberguccio che sembra molto carino in Montparnasse. Gireremo quanto più possibile, cercando di non essere turisti appiattiti dai soliti itinerari.

I preparativi – per quanto riguarda me – STAGNANO: 😯

– Urgono scarpe comode da passeggio, eventualmente con la para nella sciagurata ipotesi possa essere brutto tempo

– Non abbiamo ancora deciso come arrivare all’aereoporto, con partenza alle 7 di mattina e obbligo di check-in un paio di ore prima

– Ho bisogno anche di un paio di capi di abbigliamento nuovi: qualcosa da battaglia, ma anche un indumento sofisticato tanto per dire che l’ho portato a Parigi, patria dell’alta moda (Jimba sciantosa!).

– Sarebbe necessario un rapido tuffo dall’estetista per una masochistica ceretta, una efficace manicure, ma soprattutto per farsi levare questo c***o di granuloma che ogni tanto mi scappa fòri sul pollicione! (Ecco pubblicamente rovinata la candida immagine di ragazza a modino)

– Ho “comprato” un corso di francese multimediale, parole imparate: zero. Però so fare la erre moscia!

– Itinerari preparati: nessuno (qui meno male F. è venuto in soccorso)

– Comprato il libro di Augias (in allegato a repubblica) “I segreti di Parigi”. Ferma a pagina 10, illeggibile.

Poi? Domande?

Di questo passo non arrivo manco a Lamporecchio 😯

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Filastrocca impertinente, chi sta zitto non dice niente; chi sta fermo non cammina; chi va lontano non s’avvicina; chi si siede non sta ritto; chi va storto non va dritto; e chi non parte, in verità, in nessun posto arriverà.

Gianni Rodari

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La 194 va difesa con le unghie e con i denti e  non solo per far incazzare Ferrara. La sua lista antiaborto mi fa sorridere. Si può insegnare cosa è la contraccezione (come giustamente diceva anche unodicinque),  si possono incentivare pillole anticoncezionali e preservativi, ma non si può cancellare l’aborto dai servizi ospedalieri.

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Perchè se una donna non vuole portare avanti la PROPRIA gravidanza, un modo per disfarsi del bambino lo trova. E allora finisce che lo trova nei posti sbagliati, magari nei meandri di un cesso o fra le mani di un macellaio. In ospedale le donne trovano un consultorio, dove possono decidere come muoversi, dove viene proposto di dare in adozione il bambino in completo anonimato.

C’è chi parla di egoismo. Allora voglio dire la mia: sono più egoiste quelle donne che pur di avere un bambino ricorrono all’inseminazione artificiale. E’ una cosa che non tollero. La sperimentazione è un’altra cosa: ben vengano le staminali e i test mitocondriali per la cura dei mali ereditari. Ma tu donna che non puoi avere bambini e ti fai impiantare embrioni del tuo uomo o di altri, ecco per me tu sei la peggio razza. Al mondo milioni e milioni di bambini muoiono di fame e di povertà. Se devi intraprendere una lotta fa’ che sia quella per l’adozione, che un bambino è un bambino, ed è tuo nel momento in cui lo ami e lo tratti come un figlio, e non nel momento in cui lo partorisci. Un bambino adottato non è certo meno bambino di un altro.

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Sottotitolo:

“Non per i rifiuti ma per scappare via!”

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Non ho ancora capito se questa campagna pubblicitaria intrapresa da Ryanair mi piaccia oppure no. Lo slogan non fa mai alcuna allusione diretta alla città di Napoli, ma il riferimenti sembra evidente.

Ed è pure vero che verrebbe voglia di andarsene lontani da questa Italiuccia dei miei stivali..

e che ci dovremmo vergognare…

ma…

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Oggi ho un po’ di febbre, rimanere a casa mi regalerà un po’ di tempo per curare cose per le quali non ho mai tempo, come riordinare i cassetti della scrivania. Apro il primo che trabocca di fogli, ricevute, pagamenti e cartoline. Prodi non ha voluto evitare la Prova del Senato. L’abbiamo visto tutti, in tv, orgoglioso del mandato ricevuto dal popolo italiano. Ognuno sta solo sul cuor della terra/ trafitto da un raggio di sole/ ed è subito sera.

C’è anche la ricetta per fare il cheesecake, quello che va in frigorifero, non in forno. Servono due uova, mezzo litro di panna, una confezione di philadelphia, latte e zucchero. Il fondo lo fai con biscotti sbriciolati, amalgamati con burro fuso e ricompattati. Che poi se fossi in Barbato mi starei scavando una buca col cucchiaino. Paradossale dare del venduto a chi è leale alla maggioranza che lo ha eletto. E andando nel sole che abbaglia /sentire con triste meraviglia /com’è tutta la vita e il suo travaglio /in questo seguitare una muraglia /che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

L’importante è lavorare bene i rossi con lo zucchero e aggiungere la colla di pesce velocemente per impedire grumi di gelatina. I bianchi vanno montati e lavorati con  mestolo di legno insieme alla panna, anch’essa da montare. L’aspirina sta facendo il suo effetto, respiro già meglio. Devo riorganizzare tutto il cartaceo, le buste paga e gli estratti conto. Le foto nel cassetto di sopra, le penne e i lapis in quello centrale insieme ai blocchi e ai vecchi progetti.  Andreotti non ha votato. L’albero a cui tendevi / la pargoletta mano, / il verde melograno /da’ bei vermigli fior, / nel muto orto solingo

Saranno anni che non scrivo cartoline tradizionali. Questa scrivania è fatta proprio male, non ha il posto per le gambe, bastavano 20 cm di larghezza in più. Che poi questo Veltroni mi piace come una gomitata nelle costole. Ma sedendo e mirando, interminati / spazi di là da quella, e sovrumani / silenzi, e profondissima quiete / io nel pensier mi fingo; ove per poco / il cor non si spaura.

Mi farò uno studiolo in casa prima o poi, l’ho sempre desiderato, magari ricavando un angolino dalla mansarda. Piccolo, con tutti i libri che mi hanno accompagnato in questi anni, lo scrittoio in pelle e il portadocumenti abbinato. Lo sapevamo tutti. Mastella, dico Mastella. Farlo ministro della giustizia, ma con che cuore? Eppure qualcuno l’ha votato. Dove siete? Come ragionate? Sei ne la terra fredda,/ sei ne la terra negra;/ né il sol più ti rallegra /né ti risveglia amor.

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